Per il Transporter sorge il sole.
Quando dopo 17 anni uscì dalla fabbrica di Hannover il primo “Bulli” con parabrezza panoramico, in molti, anche in Germania, rimpiansero l’aspetto familiare di un veicolo che sembrava sempre sorridere con il suo caratteristico parabrezza. Ma le novità erano molte e vantaggiose: una migliore tenuta di strada grazie all’asse a braccio inclinato, uno spazio interno più ampio, una maggiore luminosità, un accesso più comodo, una migliore aerazione, un impianto di riscaldamento più funzionale. E non è tutto. Heinrich Nordhoff aveva fatto attendere a lungo l’arrivo della nuova generazione di furgoni. Ma valeva la pena di aspettare. “In confronto a prima” sentenziò la rivista di settore “Lastauto-omnibus” nel dicembre del 1967, “il nuovo furgone Volkswagen non è più riconoscibile nella guida, nelle sospensioni, nella tenuta di strada, nel comfort e nella disponibilità di spazi della cabina di guida”.
| Diverse varianti anche per il T2.Tutta la gamma disponibile fu ricatalogata nel 1967 come segue: “Prima di tutti il furgone, poi la Giardinetta con e senza sedili per il trasporto combinato di persone e cose, poi l’autocarro cassonato con la cabina di guida singola o doppia e con ampio cassone di legno”. Per tutti questi modelli esisteva poi tutto un catalogo di modelli speciali, che ampliavano il ventaglio delle possibilità d’impiego dei veicoli Volkswagen, senza per questo rinunciare ai vantaggi di una produzione di serie. |
Il 1966 e il 1967 furono i primi anni di crisi dopo il miracolo economico della Repubblica Federale Tedesca, e le immatricolazioni dei furgoni conobbero una drammatica diminuzione. In questo tunnel la salvezza giunse da oltreoceano: infatti, fin dall’inizio il mercato americano fu come un’oasi felice per Wolfsburg e Hannover. Al successo del Maggiolino seguì quello inarrestabile del Transporter. Il mercato USA permette un ulteriore sviluppo.Il più importante mercato delle esportazioni influenzò costantemente l’evoluzione dei Transporter – ad esempio, già nel 1958 i paraurti erano stati rinforzati secondo le richieste del mercato americano. Il nuovo furgone ora riguadagnava terreno in un campo che negli Stati Uniti stava diventando sempre più importante: la sicurezza. Il più importante mercato delle esportazioni influenzò costantemente l’evoluzione dei Transporter – ad esempio, già nel 1958 i paraurti erano stati rinforzati secondo le richieste del mercato americano. Il nuovo furgone ora riguadagnava terreno in un campo che negli Stati Uniti stava diventando sempre più importante: la sicurezza. L’esportazione negli USA, che nel 1967 era scesa a 29.049 veicoli, raddoppiò velocemente nel 1968 a 57.862. L’autoveicolo tedesco, ora diventato più tondeggiante, non solo colpì il cuore della popolazione ma entusiasmò anche i principali giornalisti Americani. Allo stile di vita californiano ben si accordava la sensazione prodotta dall’espressione “no limits”. Con il “VEE-DOUBLE-U-VAN” si poteva andare ovunque: sulla spiaggia, nel deserto, nella foresta – non c’era mai alcun problema. Questo perché il “Bulli” possedeva le qualità necessarie: una buona altezza del pianale dal suolo, la tradizione dell’asse posteriore sempre ben potenziata da motore e trasmissione, la resistenza al caldo e al freddo. Non c’è da stupirsi che il Transporter Volkswagen, molto tempo prima della comparsa dell’auto con trazione Syncro, venisse così apprezzato come veicolo da spedizione.
Le trasformazioni diventano la norma.Si cominciò a trasformare i veicoli di serie per adattarli alle grandi avventure. Dai piccoli lavori manuali fino alle più importanti modifiche sia della carrozzeria sia degli interni. Si instaura una stretta collaborazione con Westfalia per vestire in modo ricreazionale i veicoli per i lunghi viaggi. Studiò ingegnose soluzioni, come il tettuccio apribile ideale per le fotografie e le riprese video. Naturalmente Westfalia si orientò soprattutto ad un pubblico più cittadino: dopo il letto all’interno dell’automobile, sulle strade del Paese si potevano osservare adesso veri e propri veicoli da campeggio. Verso la fine del 1973 quando la crisi petrolifera minacciava di diminuire la popolarità dell’automobile, i camper diventavano molto più funzionali dei loro antenati e grazie alla loro praticità e versatilità nella vita.
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